DICONO DI NOI

IL NOSTRO PROGETTO DI APICOLTURA E AGRICOLTURA URBANA E SOCIALE
RACCONTATO DALLE PRINCIPALI TESTATE GIORNALISTICHE DIGITALI E CARTACEE

DICONO DI NOI

IL NOSTRO PROGETTO DI APICOLTURA E AGRICOLTURA URBANA E SOCIALE RACCONTATO DALLE PRINCIPALI TESTATE GIORNALISTICHE DIGITALI E CARTACEE

LA RASSEGNA STAMPA BEE MY JOB

Bee My Job visto e raccontato da giornalisti nazionali e internazionali. Una rassegna di articoli tratti dalle principali testate giornalistiche digitali e cartacee che parlano di noi, del nostro innovativo progetto di inclusione di rifugiati e di promozione della crescita sostenibile dei territori.

Dalla tendopoli all’apicoltura, cinque ragazzi ritrovano un futuro grazie a Medici per i diritti umani
Repubblica 31/08/2019
In Calabria, nella piana di Gioia Tauro, braccianti africani sono stati inseriti in un percorso professionale e hanno ora la prospettiva di un lavoro stabile. Le realtà coinvolte hanno firmato una carta etica per il rispetto dei diritti del lavoratore
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Quando la salvezza si chiama miele. Con Medu e Terragiusta 5 migranti diventano apicoltori
MediterraneiNews 22/08/2019
Partire da una tendopoli, senza la prospettiva di un futuro. Le giornate passate nei campi, sotto il sole cocente, la notte al buio, solo la terra sotto i piedi e nessun diritto sulla propria pelle. Ritrovarsi tra le mani un contratto regolare, un letto dove dormire, il rispetto della propria dignità e il sogno di un lavoro e di una vita stabile. Una prospettiva.
Sono migliaia ogni anno i migranti, per lo più di origine africana, che arrivano in Calabria, nella piana di Gioia Tauro, per la raccolta stagionale: arance, fragole, pomodori. Chi vive in alloggi di fortuna, chi nella baraccopoli, sgomberata a marzo scorso, quindi nella tendopoli, i più fortunati in un container. Ma per cinque di loro una porta si sta aprendo, grazie all’apicoltura e a Bee My Job, il cui modello di formazione e inserimento lavorativo è arrivato anche in questa difficile area di intervento.
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Historical Mirrorism: Reckoning with Migration and Integration in Italy
The Yale Review of International Studies – aprile 2019
On a breezy day in late July, Abdul Sane bikes to a plot of land outside of Forte Di Acqui Park in Alessandria, Italy. The plot is flanked on both sides by vegetable gardens run by Caritas Diocesana of Alessandria, which distributes lots to economically vulnerable citizens for farming. Sane wears the top portion of a beekeeper’s suit and lights a hive smoker stuffed with dried grass. An experienced beekeeper of two years, he slips on a veil to protect his head and face, but forgoes gloves. He wanders over to an expansive apiary comprised of twenty bee hives. Surrounded by synchronized buzzing and puffing smoke along the way, he explains, “The smoke calms the bees, making my job easier.”
Sane is head beekeeper of the Bee My Job program established and managed by the Associazione di Sociale Promozione Cambalache (APS Cambalache). The mission of Bee My Job is to promote the social and economic integration of asylum-seekers and immigrants. 
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Immigrazione e lavoro: 5 storie innovative che migliorano la società
Le Nius 2/04/2019
Ci siamo talmente assuefatti ad un immaginario fatto di sbarchi o non sbarchi, porti chiusi o porti aperti, accoglienza o respingimenti, che ci dimentichiamo del 90% degli immigrati presenti in Italia che risiede regolarmente nel nostro paese e nel nostro paese si è costruito, o sta provando a costruirsi, un nuovo pezzo del suo percorso di vita.
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Bee My Job, un progetto di apicoltura urbana per promuovere l’integrazione
Il Giornale del Cibo 22/02/2019
“Nel mondo delle api dove c’è collaborazione, c’è valore. È un’ottima metafora di quella che dovrebbe essere anche la nostra società”, così Mara Alacqua, presidente dell’associazione Cambalache, riassume in un’unica suggestione il senso delBee My Job, progetto di apicoltura urbana e sociale che coinvolge, ad Alessandria e non solo, richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione internazionale.
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Così il rifugiato può diventare apicoltore
Il Sole 24 ore 3/05/2018
È giovane, arriva dal Bangladesh ed è un rifugiato. Ha terminato il periodo di tirocinio ed è pronto per essere inserito stabilmente in una azienda apistica di Genova, Apicoltura Piccardo. «Dopo alcune difficoltà burocratiche ce l’abbiamo fatta: stiamo preparando le carte per l’assunzione con il contratto agricolo», conferma Benedetto Piccardo, amministratore unico della piccola impresa ligure. Piccardo è uno dei 27 imprenditori dell’apicoltura italiana che dal 2015 ad oggi hanno consentito a 44 rifugiati e richiedenti asilo di imparare un mestiere e che in almeno sette casi hanno anche offerto una occupazione stabile, con un regolare contratto di assunzione.
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“Bee My Job”, un lavoro in apicoltura per i richiedenti asilo
Redattore Sociale 11/04/2018
Originario del Senegal, Abdul è stato accolto ad Alessandria dove ha partecipato al progetto di apicoltura urbana e sociale “Bee my job”, rivolto a rifugiati e richiedenti asilo. Oggi fa il tutor a chi segue lo stesso percorso di formazione e integrazione professionale. Se ne parla a Italia-Italie
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Migranti a scuola di apicoltura. Così l’integrazione è più dolce. Il progetto di Alessandria esportato da Nord a Sud
La Stampa 16/02/2018
Alessandria esporta progetti di integrazione, accoglienza e formazione per i migranti grazie alle api. «Bee My Job» è un’iniziativa che da subito ha ottenuto risposte positive sia da parte delle aziende (interessate ad assumere i ragazzi), sia dei futuri apicoltori, interessati a imparare un mestiere così insolito che richiede concentrazione, amore e pazienza.
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La storia di Abdul, da prigioniero in Libia ad apicoltora in Piemonte
TPI 6/11/2017
Il documentario Bee My Job, prodotto dall’associazione Cambalache che si occupa di integrare rifugiati e richiedenti asilo, è il racconto di come il destino delle api e degli uomini si intrecciano
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Bee My Job: ad Alessandria migranti africani addestrati all’apicoltura
OnuItalia.com 5/09/2017
“Bee My Job”: con questo slogan un gruppo in Italia sta addestrando migranti arrivati dall’Africa sub-Sahariana a diventare apicoltori. Gli sforzi fatti dall’Unione Europea per contenere il traffico di persone dal continente africano non tengono conto del fatto che l’Europa ha bisogno di questo tipo di lavoratori, sostengono gli organizzatori del progetto. Secondo Oxfam l’Italia da sola avrà bisogno di 1,6 milioni di migranti nei prossimi 10 anni.
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African Migrants Find Work as Beekeepers in Italy
Voice of America 1/09/2017
A group in Italy is training migrants — mostly from sub-Saharan Africa — as beekeepers, then pairing them with honey producers who need employees. Aid groups say new efforts by European leaders to stem the flow of migrants from Africa ignores the fact that Europe needs these workers. According to Oxfam, Italy alone will need 1.6 million migrants over the next 10 years.
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L’integrazione di rifugiati e migranti si fa con l’apicoltura
La Stampa 25/07/2017
“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Così recita l’articolo 10 della nostra Costituzione e a volte c’è chi se ne ricorda. Per creare valore si deve lasciare spazio alle contaminazioni. È il messaggio del progetto di apicoltura urbana e sociale di Bee my job 2.0 promosso dall’associazione Cambalache, che vede il coinvolgimento di rifugiati e richiedenti asilo accolti nella città di Alessandria.
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'Bee My Job' unites beekeeping with refugees for integration
Ansa – Infomigrants 17/07/2017
Honey that tastes like reception and integration: “Bee My Job” is an Italian training and job placement programme in the beekeeping sector for refugees and asylum seekers.
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Bee my job, apicoltura con rifugiati per l'integrazione
ANSAMed 14/07/2017
Da migranti ad apicoltori. “Bee my job” è un progetto di apicoltura urbana e sociale con la quale rifugiati e richiedenti asilo hanno l’opportunità di imparare un mestiere, incontrare i cittadini italiani e integrarsi attraverso il lavoro. L’iniziativa è portata avanti nel comune di Alessandria dall’associazione di promozione sociale Cambalache e coinvolge i migranti ospiti dei centri di accoglienza del comune e i soggetti vulnerabili aiutati dai progetti di Caritas e servizi sociali.
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Bee My Job selezionato dalla Robert F. Kennedy Human Rights
Fondazione SociAL 28/06/2017
Bee My Job, il progetto di apicoltura urbana e sociale per rifugiati e richiedenti asilo promosso dall’Associazione Camablache e sostenuto dalla Fondazione SociAL nell’ambito del Bando 2016 e 2016, è una delle 10 best practices individuate dalla Robert F Kennedy Human Rights per la RFK Flagship Initiative for Mediterranean Challenges.
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Apicoltura solidale
L’Apis – n.3 marzo-aprile 2017
Coltivare significa letteralmente lavorare un terreno affinché produca frutti. Il raccolto che la nostra associazione Cambalache ha immaginato è fatto di rispetto, di inclusione, di conoscenza e reciproco scambio. Il terreno giusto per mettere in pratica questo impegno lo ha trovato quando ha avuto accesso al mondo delle api
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Ora i migranti studiano per fare gli apicoltori
La Stampa 27/03/2016
Si avvicinano alle api senza timore, maneggiano i telai scordandosi dei guanti e si muovono tra le arnie con una tranquillità che stupisce. La paura non è un limite per i ragazzi che partecipano al progetto Bee My Job dell’associazione Cambalache di Alessandria: sono tutti richiedenti asilo tra i 17 e i 30 anni. Non hanno paura perché hanno affrontato cose ben peggiori. Un angolo pieno di api diventa, così, una passeggiata.
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Bee My Job: per una cultura rispettosa di uomini e natura
L’Apis – n.2 – Febbraio 2016
Mettiamo alcune imprese leader nel settore dell’apicoltura. Mettiamo un gruppo di ragazzi arrivati in Italia da varie parti del mondo per fuggire dalla guerra, dalla fame, dalle torture e cercare un futuro migliore. Aggiungiamo la voglia di mettersi in gioco, con una nuova professione e poi loro, quegli straordinari animali che sono le api. Ed ecco che nasce un percorso, una nuova esperienza di vita per un gruppo di giovani, quattro richiedenti asilo provenienti da diversi paesi dell’Africa, e al tempo stesso per due aziende piemontesi che con loro hanno iniziato a lavorare.
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Ismail, il profugo apicoltore che ora insegna il mestiere
Il Secolo XIX 9/10/2016
La paura più grande da affrontare è stata quella verso le api, «perchè da noi, in Africa, sono più aggressive». Dopo due anni, c’è chi maneggia le arnie amaninude. E’ Ismail, rifugiato guineano, a spiegare i segreti del mestiere di apicultore ai richiedenti asilo appena arrivati ad Alessandria e ad un piccolissimo gruppo di alessandrini che hanno visitatol’apiario di ForteAcqui, aperto lo scorso anno grazie ad un progetto dell’associazione Cambalache.
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Allevare le api? Può favorire l’integrazione dei rifugiati
Repubblica 5/05/2015
Un progetto sperimentale che punta sul mezzo più prezioso per restituire dignità e favorire l’integrazione: il lavoro. Una scommessa che passa attraverso la natura e l’articolato sistema di vita delle api, alleate indispensabili del mondo agricolo. Questo è “Bee my job”, programma di apicoltura sociale avviato ad Alessandria dall’associazione Cambalache con il contributo della fondazione SociAL.
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Rifugiati apicoltori in quel di Alessandria
Vie di fuga – 28/05/2015
Ad Alessandria negli anni della crisi, dove trovare lavoro sembra quasi un miracolo, soprattutto se si è stranieri, nasce un progetto che unisce ambiente, rifugiati, richiedenti asilo e lavoro. Promotrice del progetto è l’Associazione Cambalache e il titolo del progetto, che gioca con l’inglese, non lascia spazio a dubbi: “Bee My Job”.
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I profughi diventano apicoltori e ora tengono lezioni ai ragazzi
La Stampa – aprile 2015
Ismail, 26 anni, dalla Guinea, sta ancora lavorando grazie a un contratto annuale. Ibrahim, di 19, del Gambia, l’ha fatto per tre mesi, nella stessa azienda di Novi con cui collabora l’amico. Sono entrambi profughi, in fuga da guerra, povertà, disperazione. E hanno trovato il loro futuro in un’arnia, dove centinaia di api si adoperano senza sosta per produrre miele. È questo uno dei risultati del progetto “Bee My Job”, lanciato ad Alessandria dall’associazione Cambalache con la fondazione SociAL, altre associazioni che si occupano di migranti e diverse istituzioni, a partire dal Comune.
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LA RASSEGNA STAMPA BEE MY JOB

Bee My Job visto e raccontato da giornalisti nazionali e internazionali. Una rassegna di articoli tratti dalle principali testate giornalistiche digitali e cartacee che parlano di noi, del nostro innovativo progetto di inclusione di rifugiati e di promozione della crescita sostenibile dei territori.

Dalla tendopoli all’apicoltura, cinque ragazzi ritrovano un futuro grazie a Medici per i diritti umani
Repubblica 31/08/2019
In Calabria, nella piana di Gioia Tauro, braccianti africani sono stati inseriti in un percorso professionale e hanno ora la prospettiva di un lavoro stabile. Le realtà coinvolte hanno firmato una carta etica per il rispetto dei diritti del lavoratore
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Quando la salvezza si chiama miele. Con Medu e Terragiusta 5 migranti diventano apicoltori
MediterraneiNews 22/08/2019
Partire da una tendopoli, senza la prospettiva di un futuro. Le giornate passate nei campi, sotto il sole cocente, la notte al buio, solo la terra sotto i piedi e nessun diritto sulla propria pelle. Ritrovarsi tra le mani un contratto regolare, un letto dove dormire, il rispetto della propria dignità e il sogno di un lavoro e di una vita stabile. Una prospettiva.
Sono migliaia ogni anno i migranti, per lo più di origine africana, che arrivano in Calabria, nella piana di Gioia Tauro, per la raccolta stagionale: arance, fragole, pomodori. Chi vive in alloggi di fortuna, chi nella baraccopoli, sgomberata a marzo scorso, quindi nella tendopoli, i più fortunati in un container. Ma per cinque di loro una porta si sta aprendo, grazie all’apicoltura e a Bee My Job, il cui modello di formazione e inserimento lavorativo è arrivato anche in questa difficile area di intervento.
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Historical Mirrorism: Reckoning with Migration and Integration in Italy
The Yale Review of International Studies – aprile 2019
On a breezy day in late July, Abdul Sane bikes to a plot of land outside of Forte Di Acqui Park in Alessandria, Italy. The plot is flanked on both sides by vegetable gardens run by Caritas Diocesana of Alessandria, which distributes lots to economically vulnerable citizens for farming. Sane wears the top portion of a beekeeper’s suit and lights a hive smoker stuffed with dried grass. An experienced beekeeper of two years, he slips on a veil to protect his head and face, but forgoes gloves. He wanders over to an expansive apiary comprised of twenty bee hives. Surrounded by synchronized buzzing and puffing smoke along the way, he explains, “The smoke calms the bees, making my job easier.”
Sane is head beekeeper of the Bee My Job program established and managed by the Associazione di Sociale Promozione Cambalache (APS Cambalache). The mission of Bee My Job is to promote the social and economic integration of asylum-seekers and immigrants. 
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Immigrazione e lavoro: 5 storie innovative che migliorano la società
Le Nius 2/04/2019
Ci siamo talmente assuefatti ad un immaginario fatto di sbarchi o non sbarchi, porti chiusi o porti aperti, accoglienza o respingimenti, che ci dimentichiamo del 90% degli immigrati presenti in Italia che risiede regolarmente nel nostro paese e nel nostro paese si è costruito, o sta provando a costruirsi, un nuovo pezzo del suo percorso di vita.
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Bee My Job, un progetto di apicoltura urbana per promuovere l’integrazione
Il Giornale del Cibo 22/02/2019
“Nel mondo delle api dove c’è collaborazione, c’è valore. È un’ottima metafora di quella che dovrebbe essere anche la nostra società”, così Mara Alacqua, presidente dell’associazione Cambalache, riassume in un’unica suggestione il senso delBee My Job, progetto di apicoltura urbana e sociale che coinvolge, ad Alessandria e non solo, richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione internazionale.
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Così il rifugiato può diventare apicoltore
Il Sole 24 ore 3/05/2018
È giovane, arriva dal Bangladesh ed è un rifugiato. Ha terminato il periodo di tirocinio ed è pronto per essere inserito stabilmente in una azienda apistica di Genova, Apicoltura Piccardo. «Dopo alcune difficoltà burocratiche ce l’abbiamo fatta: stiamo preparando le carte per l’assunzione con il contratto agricolo», conferma Benedetto Piccardo, amministratore unico della piccola impresa ligure. Piccardo è uno dei 27 imprenditori dell’apicoltura italiana che dal 2015 ad oggi hanno consentito a 44 rifugiati e richiedenti asilo di imparare un mestiere e che in almeno sette casi hanno anche offerto una occupazione stabile, con un regolare contratto di assunzione.
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“Bee My Job”, un lavoro in apicoltura per i richiedenti asilo
Redattore Sociale 11/04/2018
Originario del Senegal, Abdul è stato accolto ad Alessandria dove ha partecipato al progetto di apicoltura urbana e sociale “Bee my job”, rivolto a rifugiati e richiedenti asilo. Oggi fa il tutor a chi segue lo stesso percorso di formazione e integrazione professionale. Se ne parla a Italia-Italie
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Migranti a scuola di apicoltura. Così l’integrazione è più dolce. Il progetto di Alessandria esportato da Nord a Sud
La Stampa 16/02/2018
Alessandria esporta progetti di integrazione, accoglienza e formazione per i migranti grazie alle api. «Bee My Job» è un’iniziativa che da subito ha ottenuto risposte positive sia da parte delle aziende (interessate ad assumere i ragazzi), sia dei futuri apicoltori, interessati a imparare un mestiere così insolito che richiede concentrazione, amore e pazienza.
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La storia di Abdul, da prigioniero in Libia ad apicoltora in Piemonte
TPI 6/11/2017
Il documentario Bee My Job, prodotto dall’associazione Cambalache che si occupa di integrare rifugiati e richiedenti asilo, è il racconto di come il destino delle api e degli uomini si intrecciano
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Bee My Job: ad Alessandria migranti africani addestrati all’apicoltura
OnuItalia.com 5/09/2017
“Bee My Job”: con questo slogan un gruppo in Italia sta addestrando migranti arrivati dall’Africa sub-Sahariana a diventare apicoltori. Gli sforzi fatti dall’Unione Europea per contenere il traffico di persone dal continente africano non tengono conto del fatto che l’Europa ha bisogno di questo tipo di lavoratori, sostengono gli organizzatori del progetto. Secondo Oxfam l’Italia da sola avrà bisogno di 1,6 milioni di migranti nei prossimi 10 anni.
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African Migrants Find Work as Beekeepers in Italy
Voice of America 1/09/2017
A group in Italy is training migrants — mostly from sub-Saharan Africa — as beekeepers, then pairing them with honey producers who need employees. Aid groups say new efforts by European leaders to stem the flow of migrants from Africa ignores the fact that Europe needs these workers. According to Oxfam, Italy alone will need 1.6 million migrants over the next 10 years.
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L’integrazione di rifugiati e migranti si fa con l’apicoltura
La Stampa 25/07/2017
“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Così recita l’articolo 10 della nostra Costituzione e a volte c’è chi se ne ricorda. Per creare valore si deve lasciare spazio alle contaminazioni. È il messaggio del progetto di apicoltura urbana e sociale di Bee my job 2.0 promosso dall’associazione Cambalache, che vede il coinvolgimento di rifugiati e richiedenti asilo accolti nella città di Alessandria.
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'Bee My Job' unites beekeeping with refugees for integration
Ansa – Infomigrants 17/07/2017
Honey that tastes like reception and integration: “Bee My Job” is an Italian training and job placement programme in the beekeeping sector for refugees and asylum seekers.
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Bee my job, apicoltura con rifugiati per l'integrazione
ANSAMed 14/07/2017
Da migranti ad apicoltori. “Bee my job” è un progetto di apicoltura urbana e sociale con la quale rifugiati e richiedenti asilo hanno l’opportunità di imparare un mestiere, incontrare i cittadini italiani e integrarsi attraverso il lavoro. L’iniziativa è portata avanti nel comune di Alessandria dall’associazione di promozione sociale Cambalache e coinvolge i migranti ospiti dei centri di accoglienza del comune e i soggetti vulnerabili aiutati dai progetti di Caritas e servizi sociali.
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Bee My Job selezionato dalla Robert F. Kennedy Human Rights
Fondazione SociAL 28/06/2017
Bee My Job, il progetto di apicoltura urbana e sociale per rifugiati e richiedenti asilo promosso dall’Associazione Camablache e sostenuto dalla Fondazione SociAL nell’ambito del Bando 2016 e 2016, è una delle 10 best practices individuate dalla Robert F Kennedy Human Rights per la RFK Flagship Initiative for Mediterranean Challenges.
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Apicoltura solidale
L’Apis – n.3 marzo-aprile 2017
Coltivare significa letteralmente lavorare un terreno affinché produca frutti. Il raccolto che la nostra associazione Cambalache ha immaginato è fatto di rispetto, di inclusione, di conoscenza e reciproco scambio. Il terreno giusto per mettere in pratica questo impegno lo ha trovato quando ha avuto accesso al mondo delle api
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Ora i migranti studiano per fare gli apicoltori
La Stampa 27/03/2016
Si avvicinano alle api senza timore, maneggiano i telai scordandosi dei guanti e si muovono tra le arnie con una tranquillità che stupisce. La paura non è un limite per i ragazzi che partecipano al progetto Bee My Job dell’associazione Cambalache di Alessandria: sono tutti richiedenti asilo tra i 17 e i 30 anni. Non hanno paura perché hanno affrontato cose ben peggiori. Un angolo pieno di api diventa, così, una passeggiata.
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Bee My Job: per una cultura rispettosa di uomini e natura
L’Apis – n.2 – Febbraio 2016
Mettiamo alcune imprese leader nel settore dell’apicoltura. Mettiamo un gruppo di ragazzi arrivati in Italia da varie parti del mondo per fuggire dalla guerra, dalla fame, dalle torture e cercare un futuro migliore. Aggiungiamo la voglia di mettersi in gioco, con una nuova professione e poi loro, quegli straordinari animali che sono le api. Ed ecco che nasce un percorso, una nuova esperienza di vita per un gruppo di giovani, quattro richiedenti asilo provenienti da diversi paesi dell’Africa, e al tempo stesso per due aziende piemontesi che con loro hanno iniziato a lavorare.
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Ismail, il profugo apicoltore che ora insegna il mestiere
Il Secolo XIX 9/10/2016
La paura più grande da affrontare è stata quella verso le api, «perchè da noi, in Africa, sono più aggressive». Dopo due anni, c’è chi maneggia le arnie amaninude. E’ Ismail, rifugiato guineano, a spiegare i segreti del mestiere di apicultore ai richiedenti asilo appena arrivati ad Alessandria e ad un piccolissimo gruppo di alessandrini che hanno visitatol’apiario di ForteAcqui, aperto lo scorso anno grazie ad un progetto dell’associazione Cambalache.
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Repubblica 5/05/2015
Un progetto sperimentale che punta sul mezzo più prezioso per restituire dignità e favorire l’integrazione: il lavoro. Una scommessa che passa attraverso la natura e l’articolato sistema di vita delle api, alleate indispensabili del mondo agricolo. Questo è “Bee my job”, programma di apicoltura sociale avviato ad Alessandria dall’associazione Cambalache con il contributo della fondazione SociAL.
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Rifugiati apicoltori in quel di Alessandria
Vie di fuga – 28/05/2015
Ad Alessandria negli anni della crisi, dove trovare lavoro sembra quasi un miracolo, soprattutto se si è stranieri, nasce un progetto che unisce ambiente, rifugiati, richiedenti asilo e lavoro. Promotrice del progetto è l’Associazione Cambalache e il titolo del progetto, che gioca con l’inglese, non lascia spazio a dubbi: “Bee My Job”.
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I profughi diventano apicoltori e ora tengono lezioni ai ragazzi
La Stampa – aprile 2015
Ismail, 26 anni, dalla Guinea, sta ancora lavorando grazie a un contratto annuale. Ibrahim, di 19, del Gambia, l’ha fatto per tre mesi, nella stessa azienda di Novi con cui collabora l’amico. Sono entrambi profughi, in fuga da guerra, povertà, disperazione. E hanno trovato il loro futuro in un’arnia, dove centinaia di api si adoperano senza sosta per produrre miele. È questo uno dei risultati del progetto “Bee My Job”, lanciato ad Alessandria dall’associazione Cambalache con la fondazione SociAL, altre associazioni che si occupano di migranti e diverse istituzioni, a partire dal Comune.
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PORTA SULLA TUA TAVOLA
I SAPORI BEE MY JOB

Ad Alessandria, abbiamo contribuito alla riqualificazione del parco urbano “Forte Acqui” con l’allestimento di un apiario e di un orto sinergico e tradizionale.
Il polo agricolo urbano, gestito in collaborazione con la Caritas Diocesana di Alessandria, è uno spazio di produzione, incontro e formazione, aperto a tutti i cittadini. Per la gestione delle 30 arnie e della produzione e commercializzazione dei prodotti apistici e agricoli, attiviamo percorsi lavorativi con richiedenti asilo e altri soggetti vulnerabili. In questo modo, i nostri prodotti sono sani, etici e sostenibili.
Guarda i nostri prodotti: potrai trovare cesti di ortaggi freschi di stagione, miele e prodotti derivati, dalla crema di nocciole alla birra al miele, realizzati in collaborazione con altre realtà sociali e aziendali sensibili ai temi dell’inclusione, della sostenibilità ambientale e della lotta allo sfruttamento.

Potrai acquistarli online, ritirarli presso la nostra sede ad Alessandria o riceverli a casa tua.
Con il tuo acquisto, contribuirai allo sviluppo del progetto.

 

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PRODOTTI DELL'ORTO

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PRODOTTI DELL'ALVEARE

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Ad Alessandria, abbiamo contribuito alla riqualificazione del parco urbano “Forte Acqui” con l’allestimento di un apiario e di un orto sinergico e tradizionale.
Il polo agricolo urbano, gestito in collaborazione con la Caritas Diocesana di Alessandria, è uno spazio di produzione, incontro e formazione, aperto a tutti i cittadini. Per la gestione delle 30 arnie e della produzione e commercializzazione dei prodotti apistici e agricoli, attiviamo percorsi lavorativi con richiedenti asilo e altri soggetti vulnerabili. In questo modo, i nostri prodotti sono sani, etici e sostenibili.
Guarda i nostri prodotti: potrai trovare cesti di ortaggi freschi di stagione, miele e prodotti derivati, dalla crema di nocciole alla birra al miele, realizzati in collaborazione con altre realtà sociali e aziendali sensibili ai temi dell’inclusione, della sostenibilità ambientale e della lotta allo sfruttamento.

Potrai acquistarli online, ritirarli presso la nostra sede ad Alessandria o riceverli a casa tua.
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